In occasione della giornata di apertura della terza edizione del Festival del giornalismo culturale promuovere la cultura conviene è stata presentata la ricerca dell’Osservatorio News-Italia su informazione e serialità.

Presentazione

Principali risultati

• La diffusione di internet come mezzo di informazione in Italia è seconda solo a quella della TV;
• Gran parte dell’informazione digitale viene ormai fruita attraverso smartphone e tablet;
• Anche la TV non è più la stessa. Sta rapidamente cambiando il modo di guardarla (schermi e pratiche) e di scegliere i programmi;
• In questo nuovo contesto prospera la narrazione seriale, ma i gusti del pubblico sono fortemente differenziati in base all’età.

Report per la stampa

La ricerca, il cui primo obiettivo è comprendere le trasformazioni del panorama mediale italiano, quest’anno si è focalizzata sull’osservazione delle pratiche di fruizione del medium televisivo e su come queste siano influenzate dalla crescente diffusione della rete e della tecnologia mobile.

La televisione: primo medium informativo in Italia.

La televisione è il medium più seguito per informarsi. Si affida a un notiziario televisivo come fonte informativa preferita l’88% del campione intervistato (n=1021 rispondenti). Ma è anche il medium più seguito in generale, rincorso da internet, che dal 2011 è diventato il secondo medium informativo in Italia, con un’utenza del 71% (+20% rispetto al 2011).

Nuove modalità di visione televisiva: la social tv.

È interessante osservare come cambia il modo di guardare la televisione oggi. Infatti non la si guarda più come una volta, davanti a uno schermo, ma la si guarda facendo altre attività relative alla ricerca di informazione e ricorrendo a più device. Grazie all’utilizzo del second screen attraverso il mobile, più della metà degli spettatori televisivi sono spettatori connessi e utilizzano più device contemporaneamente per ricercare informazioni sul programma che stanno guardando (28%) o verificare se ciò che è stato detto durante la trasmissione che seguono è vero o falso (fact checking 29%). Ma soprattutto – e questo riguarda il 35% degli intervistati – si tengono impegnati quando vengono trasmessi gli inserti pubblicitari. Questi dati sembrano evidenziare che sia morto l’elettrodomestico televisore ma che sia viva la televisione che viene vista utilizzando diversi device.

Lo spettatore connesso giovane è diffidente, multitasking e distratto.

Ancora più connessi della media degli italiani sono gli spettatori giovani. Più dei due terzi di chi ha tra i 18-29 anni (89%) fa altre attività guardando la tv. E lo fa in modo più assiduo. Il 69% fa fact checking, il 70% ricerca informazioni sul programma che sta guardando, il 77% fa altre attività mentre guarda la pubblicità.

I nuovi influencer televisivi.
Nella scelta dei programmi televisivi assumono un ruolo centrale i social network. Un terzo degli italiani (31%) segue i suggerimenti ricevuti sui social, postati dalla propria cerchia di amici su facebook o twitter. La tendenza ad assumere un comportamento omofilico si rende ancor più manifesta nei giovani: quasi la metà dei rispondenti (49%) è influenzato dal proprio gruppo di pari nello scegliere cosa guardare in tv.

Agli spettatori tv piace lo storytelling.

Tra i programmi televisivi più seguiti oggi, abbiamo scelto di osservare le serie tv, prodotto seriale per eccellenza che sembra rispecchiare i gusti degli spettatori che chiedono sempre più modalità di racconto complesse, narrate attraverso più media e distribuite su più piattaforme mediali. Lo spettatore televisivo italiano preferisce le serie tv (46%) rispetto ad altri tipi di narrazione più lineari e tradizionali come gli sceneggiati brevi o le soap opera. Più strutturate, più lunghe, più coinvolgenti, più vicine alle modalità di storytelling: le serie tv, pur nella loro trasversalità, sono una tipologia narrativa generazionale, visto che è il 72% dei giovani a seguirne le vicende con più entusiasmo rispetto alle altre classi di età.

Le serie tv si guardano più sulla live tv che sull’online tv.

È la televisione digitale o a pagamento, quella che abbiamo definito live tv, la piattaforma scelta per guardare le serie tv. Il 93% degli italiani le guarda in diretta, affidandosi alla programmazione televisiva tradizionale. Preferenza che sembra riguardare tutte le classi di età del campione. Il 28% sceglie di guardare le serie tv sui siti web delle emittenti tv, digitali o a pagamento, o in streaming da altri siti o ancora scaricandole sul proprio computer.

Ai giovani piace la narrazione complessa e una modalità di visione complessa. La online tv viene utilizzata soprattutto dai giovani. Due terzi di chi ha 18-29 anni (66%), quindi molto al di sopra della media degli italiani intervistati, segue le serie televisive attraverso almeno una delle modalità online. È un tipo di fruizione multipiattaforma che mixa non solo i vari media tra di loro, ma anche gli stessi contenuti seriali che sono pensati e prodotti sempre più in funzione della transmedialità.

Alcune informazioni sull’Osservatorio News-Italia.

La ricerca è curata dal Laboratorio di Ricerca sulla Comunicazione Avanzata (LARiCA) del Dipartimento di scienze della comunicazione discipline umanistiche dell’Università di Urbino Carlo Bo e si occupa di osservare i cambiamenti dell’ecosistema dell’informazione in Italia e di focalizzarsi su alcune tendenze emergenti nel panorama mediale. Il team di ricerca è composto da Lella Mazzoli (direttore della ricerca), Fabio Giglietto (ricercatore senior e coordinatore del progetto), Stefania Antonioni (ricercatore senior), Giulia Raimondi, Chiara Checcaglini, Elisabetta Ranieri (ricercatori junior).

La metodologia adottata per la ricerca è di tipo misto, con rilevazioni CATI (telefonia fissa), CAMI (telefonia mobile) e CAWI (interviste online) a un campione rappresentativo della popolazione italiana composto da 1021 rispondenti di età superiore a 18 anni.